PROGR.PROV.LI 09 DEFIN.

Pubblicato il da Simon Arturo Paride

La Provincia che vogliamo

 

I NOSTRI ARGOMENTI:

 

Premessa                                                                                                       pag.   2

Scheda   1 – Trasparenza e legalità                                                                  pag.   3

Scheda   2 – Il quadro generale: compiti e funzione dell’Ente Provincia                pag.   4

Scheda   3 – Politiche del lavoro                                                                                  pag.   5

Scheda   4 – Ambiente                                                                                    pag.   6

Scheda   5 – Università e Istruzione superiore                                                   pag.   7

Scheda   6 – Cultura, Beni Culturali, Eventi                                                       pag.   8

Scheda   7 – Agricoltura: rilancio per un rinnovato sviluppo economico                pag.   9

Scheda   8 – La logistica e il porto                                                                    pag. 10

Scheda   9 – Il Turismo                                                                                    pag. 11

Scheda 10 – Servizi sociali, politiche di tutela                                                    pag. 12

Scheda 11 – Politiche giovanili                                                                         pag. 13

Allegato 1 – Trasparenza amministrativa                                                                       pag. 14

Allegato 2 – La Provincia di Taranto e i giovani                                                  pag. 17

 


 

 

 

 

 

 

La Provincia che vogliamo

 

PREMESSA

 

Le emergenze principali della Provincia Jonica sono identificabili in tre filoni riassumibili con le parole

LAVORO

AMBIENTE

TERRITORIO.

Lavoro perché, in un territorio già in fase critica per l’occupazione, irrompe la crisi economica mondiale e subito colpisce con migliaia di lavoratori in cassa integrazione o peggio.

Ambiente perché l’emergenza ambientale persiste e la recente legge regionale (e meno male che è stata fatta!) regolamenta soprattutto le emissioni di diossine, mentre i grossi complessi industriali da noi presenti producono tantissime altre varietà di inquinanti che vanno anch’esse regolamentate e limitate.

Territorio perché non c’è solo la città e le recenti alluvioni hanno dimostrato un dissesto del territorio che richiede interventi energici ed incisivi. Questi sono indispensabili sia in sé, sia per far sviluppare l’agricoltura che, in provincia di Taranto, potrebbe rivelarsi un vero e proprio volano dell’economia.

 

Il nostro programma, pertanto, svilupperà questi tre filoni, dai quali far discendere anche gli altri punti di iniziativa di quella Provincia Jonica che vogliamo costruire.

La Provincia che vogliamo dovrà essere capace di scelte innovative, spingendosi fino ai limiti che le leggi e i regolamenti disegnano per questa istituzione.

Per farlo, bisognerà individuare nuovi canali di finanziamento e nuove modalità di impiego di quelli che già ci sono. Oggi, infatti, il bilancio della Provincia di Taranto è fortemente condizionato da alcune spese (ad esempio: Liceo Musicale e Taranto Isola Verde) che ne assorbono quasi la metà e che dovranno essere ridimensionate per liberare risorse.  Altre risorse, inoltre, dovranno venire dal forte impegno per la correttezza e la trasparenza di tutti gli atti dell’ente provincia.

Al tema della limpidezza amministrativa e dell’integrità dell’ente dedichiamo, infatti, una sezione specifica del programma. (scheda 1 e allegato).

 

Per realizzare questi obbiettivi occorrerà restituire la piena dignità, le prerogative ed i  poteri decisionali  all’esecutivo ed agli organi collegiali, anche attraverso una totale revisione dello Statuto e la redazione di regolamenti innovativi.

SCHEDA 1

                                     TRASPARENZA E LEGALITA’

 

Da tempo stiamo assistendo al degrado della moralità nel nostro Paese.

Lo si avverte nella vita di tutti i giorni, nella quale correttezza e scrupolo stanno abbandonando sempre più i rapporti interpersonali e si moltiplicano le occasioni in cui i mezzi di comunicazione di massa ci propongono valori negativi ed esaltano chi li rappresenta.

Tuttavia, il campo nel quale questo rovesciamento in atto è più evidente è proprio la politica, in un crescendo nel quale vengono risucchiate anche quelle forze politiche che, un tempo, parevano indenni da tali fenomeni.

 

Si tratta di uno stato di cose inaccettabile e contro il quale bisogna ribellarsi e combattere.

E’ per questo che ci proponiamo, infatti, di dar vita ad una Provincia che sappia essere l’esempio lampante del risveglio morale della nostra comunità. Quando parliamo di trasparenza e legalità non enunciamo slogan da campagna elettorale, ma  ci assumiamo un impegno etico e morale da rispettare e diffondere, affinché  i cittadini sappiano di poter contare su rappresentanti che pongono al primo posto la tutela dell’interesse comune in ognuno dei propri atti.

Pensiamo di poter raggiungere questi obbiettivi attraverso un insieme di misure che qui proponiamo:

1.           Individuare criteri equi, trasparenti e oggettivi secondo i quali assegnare le priorità alle risorse da impiegare.

2.           Dare massima pubblicità ad ogni atto amministrativo che prevede finanziamenti pubblici.

3.           Istituire un Comitato per la Trasparenza, composto da cittadini che, a loro volta, saranno inseriti nelle commissioni esaminatrici di appalti e concorsi.

4.           Emanare uno specifico regolamento (vedi allegato a pag. 14) che tracci le linee guida di un’azione amministrativa sempre rispettosa della trasparenza e della legalità.

5.           Istituire organismi (senza compenso per i componenti e con adeguata presenza di cittadini) che controllino l’aderenza degli atti al regolamento e alle norme e il corretto andamento (in termini di spesa e di tempo) degli interventi ad essi conseguenti.

6.           Istituire momenti periodici di confronto degli amministratori con i cittadini per verificare l’attuazione del programma e l’avanzamento dell’azione amministrativa.

In sintesi, la gestione del Programma e le modalità di conduzione amministrativa  dovranno raggiungere l’obiettivo di interpretare l’Ente come un palazzo di vetro dove tutto accade in piena trasparenza, collegialità e  condivisione,  governato da confronto a scadenze precise e concordate tanto da consentire una riflessione costante sui provvedimenti presi e da prendere.

 

 

 

SCHEDA 2

 

 

IL QUADRO GENERALE: COMPITI E FUNZIONI DELL’ENTE PROVINCIA.

 

La Provincia deve porsi come obiettivo primario quello di rendere competitiva la comunità ed il suo territorio rispetto a tutti gli altri. Tutto questo comporta che la competizione si esplica su due livelli :

- il primo che vede la Provincia inserita nell’insieme regionale e statale confrontarsi con i naturali competitori di questi stessi livelli;

- il secondo che vede la Provincia, insieme con le aggregazioni di Comuni,  confrontarsi con tutti gli altri soggetti pubblici e privati per tutelare, concertare, ampliare il proprio sviluppo.

L’ente, in sostanza, assume una funzione di coordinamento/ordinamento delle conoscenze, della ricerca, della tecnologia e dei fenomeni istituzionali.

In particolare, la Provincia di Taranto dovrà assumere iniziative adeguate al ruolo di primaria importanza che riveste:

§             In ambito geografico,  considerata la posizione strategica di avamposto nel Mediterraneo, cerniera tra l’Europa e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo  e l’oceano Pacifico, nuovo baricentro dello sviluppo economico mondiale. Di conseguenza, dovrà rivolgere particolare attenzione all’evoluzione della programmazione e progettazione dei corridoi  plurimodali verso il nord dell’Europa e verso i paesi dell’Est; delle rotte marine, alternative al traffico su strada, che si sviluppino lungo il mar Tirreno, lo Jonio e l’Adriatico  e ad un possibile corridoio Mediterraneo che veda coinvolte le realtà rappresentate dai paesi  rivieraschi. Ne deriverebbe l’ulteriore accrescimento del ruolo portante del porto di Taranto e della industria di base, i cui prodotti interesserebbero i paesi in espansione produttiva.  

§             In ambito territoriale, rafforzando la sua influenza  su Province e Regioni contermini, potendo contare sulle dotazioni, in ambito produttivo primario e secondario, della città capoluogo che è  seconda solo a Napoli e Bari nell’Italia Peninsulare Meridionale e, pertanto, ha potenzialità di attrazione  più elevate rispetto ad altre realtà di Puglia, Calabria e Lucania. In questo modo Taranto sarebbe al centro di un’area geografica con circa 500.000 abitanti (arco ionico occidentale) in cui andrebbero potenziati quei forti legami storici, culturali e funzionali che già esistono. Un’azione del genere porterebbe ad un forte recupero di identità ed  al rilancio della primaria funzione della città di Taranto, interpretata quale luogo di produzione e di fornitura di servizi (direzionali, commerciali, sanitari, assistenziali, culturali e di svago).

Strumento fondamentale per raggiungere questi obbiettivi è il PIANO TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE al quale la Legge Nazionale n° 142/90 attribuisce i compiti della pianificazione di area vasta, indicando – nel contempo - nella Provincia lo snodo istituzionale del rapporto tra Comuni e Regione.

Gli obiettivi generali di questo strumento di programmazione sono:

- costruire il futuro socio economico e territoriale del sistema Provincia attraverso la valorizzazione delle specifiche vocazioni ed identità territoriali;

- attivare nuove filiere produttive sulla base della valorizzazione delle risorse patrimoniali esistenti e sulla riqualificazione e messa a sistema del tessuto produttivo esistente nei comparti primario e secondario

- recuperare e valorizzare l’ambiente provinciale e il suo paesaggio nelle loro specificità e diversità, intesi come supporti fondamentali per l’accrescimento del benessere, della qualità dell’abitare e del produrre, della promozione turistica;

- organizzare un sistema infrastrutturale che ottimizzi i grandi flussi di mobilità, valorizzi la fruibilità dei sistemi territoriali locali e del patrimonio, con particolare riferimento al potenziamento del trasporto pubblico;

- realizzare il generale riequilibrio insediativo della provincia, attraverso il rafforzamento del carattere policentrico dei sistemi urbani e territoriali, ed il riconoscimento dei molteplici valori storici, culturali ed ambientali

- guidare, con prescrizioni ed indirizzi, gli atti di pianificazione e di programmazione che attengono al governo del territorio ed al raggiungimento degli obiettivi generali sopra esposti.


SCHEDA 3


POLITICHE DEL LAVORO

La Provincia ha funzioni in materia di collocamento e politiche attive del lavoro e gestisce i servizi necessari a favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro. Esse vengono svolte dalla struttura capillare dei Centri per l’impiego (gli ex Uffici di collocamento) che sono presenti in tutto il territorio ionico.

In condizioni normali, quindi, per sviluppare ulteriormente il mercato del lavoro, occorrerebbe potenziare e rendere più efficiente questa rete. La crisi economica, che colpisce con migliaia di lavoratori in cassa integrazione o peggio, impone però interventi ben più profondi e radicali.

Presso l’Assessorato competente, perciò, va costituito un organo di coordinamento che presieda a tutte le iniziative dell’ente che hanno a che fare con il lavoro: politiche per l'inserimento e il reinserimento lavorativo, politiche della formazione professionale, politiche di sviluppo economico, politiche dell'offerta formativa ed educativa, politiche per il sostegno a chi ha perso il lavoro.

I Centri per l’impiego dovranno essere i terminali di questa attività di coordinamento. Per questo dovranno superare le proprie lentezze burocratiche, essere resi più efficienti e collegarsi anche alle agenzie di collocamento private. Dovranno essere in grado di individuare da quali settori e per quali qualifiche provengono le richieste di manodopera e, in funzione di queste, offrire (tramite le politiche formative, educative e di formazione professionale dell’ente) la formazione breve, mirata e gratuita, utile a colmare il divario tra professionalità richieste e competenze disponibili sul mercato del lavoro.

Inoltre, il lavoro dell’organo di coordinamento nell’area delle politiche di sviluppo economico dovrà servire ad indicare ai Centri per l’impiego quali figure professionali formare per soddisfare le richieste che verranno dai settori dei quali si vorrà favorire la crescita.

Gli stessi Centri per l’impiego, infine, dovranno attuare le politiche di sostegno per chi ha perso il lavoro, sia dal punto di vista della riconversione professionale, sia dal punto di vista delle azioni di sostegno al reddito che la Provincia introdurrà (vedi: “SERVIZI SOCIALI, POLITICHE DI TUTELA”) ad integrazione di quelle già esistenti per legge (sussidio di disoccupazione, indennità di mobilità, ecc.).

Le misure che precedono sono soprattutto organizzative, per sviluppare l’occupazione, la Provincia di Taranto dovrà impegnarsi al massimo in innovative politiche di sviluppo economico quali, ad esempio:

A.      Nei settori tradizionali:          

agricoltura, investendo sulla qualità, sulla tutela del territorio, sull’introduzione di  sistemi colturali più moderni ed eco – compatibili, sul sostegno alla trasformazione e alla commercializzazione del prodotto e sulla formazione di moderne professionalità agricole

industria, accompagnando l’azione per la tutela e il risanamento dell’ambiente (che può diventare risorsa esso stesso) con politiche che incoraggino la nascita di una nuova forma di indotto e consolidino la tendenza già in atto nell’innovazione tecnologica (Space Software Italia, Vestas, Marcegaglia, Alenia,…)

B.      In nuovi settori:       
trasporti, rendendo operativo il Distripark, più volte annunciato negli ultimi 5 anni e mai partito, e coordinando tutti gli interventi a sostegno del porto e della retroportualità
turismo, valorizzando i beni culturali del capoluogo e dei suoi comuni, risanando sul serio il Mar Piccolo e operando per risanare anche l’affaccio costiero della Litoranea Salentina.

SCHEDA 4

                                            AMBIENTE

 

Non passa ormai giorno senza che vengano diffusi dati sempre più allarmanti sulla presenza di sostanze inquinanti nella nostra atmosfera. L’area più colpita è senz’altro quella della città capoluogo, ma la presenza di inquinanti è stata riscontrata anche nel territorio provinciale, con punte che hanno addirittura condotto all’abbattimento di numerosi capi di bestiame.

La Regione Puglia ha preso un’iniziativa di fondamentale importanza promulgando la legge che limita drasticamente l’emissione di diossine. Tuttavia è evidente che questo è un primo passo, al quale altri dovranno seguire per ribaltare la situazione attuale che si è fatta ormai insostenibile.

L’attuale Amministrazione Provinciale ha avuto un atteggiamento contraddittorio in materia di ambiente (ritiro della costituzione di parte civile nei confronti dell’ILVA, da un lato, potenziamento dell’ARPA, dall’altro). L’obbiettivo che ci proponiamo per la Provincia futura è invece chiaro e privo di contraddizioni: mettere in atto tutte le azioni di competenza dell’ente per migliorare l’ambiente e, addirittura, farne una risorsa per lo sviluppo.

Intendiamo raggiungere questi obbiettivi attraverso una serie di proposte che qui esponiamo:

 

Atti d’intesa fra Stato, Regione Puglia, Provincia, Comune e i gestori degli impianti industriali Ilva,Eni, Centrale ex Edison, Cementir e Enipower sulla riduzione delle emissioni inquinanti, (prevista dalla normativa comunitaria con la modifica del Dlgs 152/06).

Monitoraggio continuo (24 ore su 24), eseguito dall’Arpa Puglia, sulle emissioni inquinanti del polo industriale sopra menzionato; campionatura continua delle emissioni di diossina.

Monitoraggio continuo delle acque marine  vicine ai poli industriali (compresi Mar Piccolo  e Mar Grande fino a S.Vito); controllo sullo scarico delle scorie industriali nelle acque marine.

Rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale all’Ilva solo dopo la presentazione di dati documentati e successivamente controllati delle tecnologie impiegate per prevenire e/o ridurre le emissioni di benzene, pcdd - pcdf, diossine, polveri metalliche e Ipa, nonché delle misure previste per il controllo delle stesse emissioni.

Monitoraggio sull’incidenza delle neoplasie e delle mortalità conseguenti ad esse in rapporto all’inquinamento, eseguite dalla Asl, dal settore ricerche della Facoltà di Scienze Ambientali, in collaborazione con le associazioni ambientaliste, specializzate nello specifico settore scientifico.

Istituzione di un ufficio legale per verificare il rispetto delle normative e intervenire in caso di inadempienza.             

Vigilare affinché le sanzioni previste per legge vengano subito applicate. Prevedere, nei protocolli d’intesa, sanzioni adeguate alla dimensione economica del settore industriale inadempiente.

Utilizzare i gas di recupero nell’ambito di un progetto che preveda la realizzazione di un impianto di teleriscaldamento a disposizione del quartiere Tamburi.

Per quanto riguarda l’adeguamento delle Bat proporremo:

- Eliminare lo spolverio di minerali nell’area portuale mediante scaricatori continui in cui il materiale viene estratto dalla stive delle navi a mezzo di un elevatore flessibile che convoglia il materiale direttamente sul nastro trasportatore;

- Estensione del progetto di adeguamento del sistema di depolverizzazione secondaria anche all’acciaieria n. 1 oltre che alla n. 2, per consentire l’aspirazione del volume dei fiumi di ossido di ferro (fiumi rossi); un intervento mirato ai problemi causati dalla desolforazione;

- Interventi finalizzati alla riduzione delle emissioni diffuse. In questo quadro un progetto specifico di intervento dovrà riguardare la movimentazione ed il trattamento delle scorie e il ciclo di recupero e del condizionamento del rottame;

- Per l’area parchi, stoccaggio e  manipolazione delle materie prime, a parte gli interventi previsti per l’adeguamento alla Bat, va richiesto un progetto che preveda la copertura, con tecniche appropriate già oggi disponibili ed in uso in altri stabilimenti siderurgici.

- Istituzione di un tavolo permanente costituito da un comitato tecnico - politico cui demandare il compito di valutare periodicamente i dati dei diversi monitoraggi ambientali, a partire da quelli relativi alla qualità dell’aria, già sufficientemente disponibili, e predisporre una sorta di protocollo di azioni da intraprendersi  e a cui devono attenersi le grandi imprese quali, ad esempio, periodiche riduzioni di marcia di alcuni impianti. Il comitato potrebbe essere formato dal Presidente della Provincia, dal Sindaco di Taranto, dal Direttore Generale dell’Arpa, dal Direttore del Dipartimento di Prevenzione, dai Presidi delle facoltà di Ingegneria Ambientale e di Scienze Ambientali.

 

Costituzione di un Comitato formato dai rappresentanti delle associazioni ambientaliste e di altri apparati legati all’ambiente e alla salute che contribuiscono alla gestione amministrativa attraverso il monitoraggio, il controllo e lo studio della normativa e i relativi procedimenti.

 

L'ambiente, tuttavia, non è soltanto inquinamento industriale o lotta ad esso. Esiste un altro tipo di inquinamento che produciamo noi stessi con i rifiuti e che può essere validamente combattuto con modalità e tecnologie nuove, a partire dalla stessa raccolta differenziata.

La Provincia che vogliamo dovrà superare il semplice ruolo di coordinamento in materia, per divenire il motore di un'estensione capillare proprio della raccolta differenziata.  Si determinerà, così facendo, un'ulteriore ricaduta positiva che porterà crescita occupazionale e sviluppo economico.

 

 

 

SCHEDA 5

 

 

UNIVERSITA’ E ISTRUZIONE SUPERIORE

 

 

Crediamo che siamo tutti d’accordo nel ritenere che gli strumenti primari di sviluppo e di crescita reale di un territorio sono  la formazione e la ricerca che hanno nell’Università e nei sistemi dell’Istruzione Superiore e della Formazione Professionale i propri capisaldi. Qui andrebbero costruiti punti di eccellenza per intercettare l’interesse di popoli in  massiccia espansione che, nelle loro politiche di formazione e di sviluppo, guardano con particolare attenzione alla realtà Italiana, e con i quali sarà vitale promuovere e curare relazioni fondate non solo su scambi commerciali.

Il sistema dell’istruzione della nostra provincia, quindi, dovrebbe essere mirato ad esaltare la più volte richiamata funzione di cerniera del nostro territorio tra Nord Europa e Mediterraneo, promuovendo – ad esempio - corsi triennali tanto di lingua e cultura Araba, quanto di lingua e cultura Cinese.

Oggi l’ente destina ingenti risorse allo sviluppo dell’università, senza tuttavia esercitare un effettivo controllo sull’offerta formativa che, di fatto, è determinata dall’Ateneo barese. Si tratta di una distorsione che va corretta, dando vita ad un Polo Universitario, diffuso ed integrato nel territorio, caratterizzato da pochi corsi di laurea, altamente specializzati e con centri di ricerca di eccellenza, che abbiano come tematiche fondamentali l’ambiente, la logistica con i suoi risvolti economici e legali, il turismo e i beni ambientali ed archeologici, la medicina  con reparti universitari  da localizzare in strutture di avanguardia  e di eccellenza, in modo da rendere il nostro territorio area di riferimento nella cura e lo studio delle patologie legate al nostro particolare contesto ambientale.

Gli obbiettivi di istruzione superiore e formazione professionale, quindi, andrebbero ridisegnati per offrire le giuste basi alle predette offerte formative dell’università. La Provincia che vogliamo, perciò, interpretando il suo ruolo di ente di indirizzo e coordinamento, dovrebbe imprimere il massimo impulso a quest’evoluzione del nostro sistema formativo, operando in modo da distribuire in maniera equilibrata l’offerta formativa all’interno del territorio, ponendo particolare attenzione alla coerenza tra essa e le vocazioni delle varie realtà (maricoltura, agricoltura, turismo nelle sue varie sfaccettature, industria,…).

 A supporto di quest’azione, la dotazione di strutture tecniche, risorse professionali, documentazione e strumentazione e opportunità di formazione. Il tutto inserito in una cornice di eccellenza culturale che potrebbe essere garantita dall’Istituzione della   BIBLIOTECA - PINACOTECA  NAZIONALE  con specializzazione per le civiltà che hanno caratterizzato il nostro territorio ed hanno riferimento nel Museo Archeologico Nazionale.

 

 

SCHEDA 6


CULTURA, BENI CULTURALI, EVENTI

 

La Provincia dovrà considerare la cultura come un potente fattore di sviluppo sociale concorrendo a dare il massimo impulso al sistema dello spettacolo, delle attività tutte legate a momenti di espressione culturale. Sarà fondamentale garantire l’accesso alla cultura a tutti i cittadini, in primo luogo alle fasce più deboli, incoraggiandone la partecipazione a tutte le iniziative di carattere culturale, anche con il ricorso a strumenti finanziari innovativi (carte di sconto, biglietti a prezzo ridotto…). ***

Per realizzare questi obiettivi, occorre favorire lo sviluppo policentrico  delle strutture ed attività culturali, rafforzando la cooperazione tra i Comuni per creare poli e sistemi culturali forti, capaci di dare vita a manifestazioni, attività, servizi e di promuovere i beni culturali ed ambientali del territorio valorizzando le identità locali e territoriali senza chiusure localistiche.

La Provincia, più che investire in tanti spettacoli, mostre, ecc., dovrà individuare dei luoghi permanenti  dove offrire spazi dedicati ad ogni forma di cultura. Dovrà cioè dare vita con i Comuni alla realizzazione di strutture - reti culturali con funzione metropolitana con particolare attenzione ai sistemi legati alla valorizzazione e fruizione dei beni archeologici, monumentali - ambientali diffusi su tutto il territorio.

Un ulteriore impulso dovrà venire dallo sviluppo turistico – culturale del Parco delle Gravine, inteso non solo come risorsa paesaggistica, ma anche come scenario naturale.

Un obbiettivo significativo sarebbe la costruzione di un grande contenitore (tipo arena) per ospitare concerti, opere liriche, teatrali e cinematografiche, oltre a mostre e mercati d’antiquariato e grandi rappresentazioni d’arte moderna e contemporanea.

Tutto questo impone l’obbligo di realizzare una regia pubblica capace di individuare il ruolo strategico dell’imprenditoria culturale e di aiutare soggetti pubblici e privati che fanno cultura, una regia fondata sulle enormi potenzialità che vanta il territorio.

La Provincia dovrà garantire l’accesso alla cultura a tutti i cittadini, prioritariamente alle fasce più deboli della società, rafforzando, anche attraverso gratuità e/o “carte di sconto”   distribuite ai cittadini individuati con criteri oggettivi, la partecipazione a tutte le iniziative di carattere culturale. Si stilerà una graduatoria e si offrirà loro, attraverso l’ufficio amministrativo, un carnet per la fruizione di spettacoli e un opuscolo che chiarisca la posizione della Provincia riguardo questa scelta. La Provincia, più che investire in tanti spettacoli, mostre, ecc., dovrà individuare dei luoghi permanenti  dove offrire spazi dedicati ad ogni forma di cultura, affinché si dia l’opportunità alla gente, almeno ogni sabato e domenica, di valorizzare il proprio tempo libero, attraverso le diverse possibilità culturali programmate. Un luogo in cui si partecipa alla musica, alla pittura, alla lettura, al teatro, al cinema , alla sperimentazione, ecc.

Un luogo da dare, a turno, in gestione, ad artisti esordienti o a  giovani talenti per l’esposizione delle loro opere, attraverso un  apposito bando e una graduatoria. I costi saranno ovviamente molto contenuti per dare l’opportunità a chiunque di proporsi in qualità di artista.

SCHEDA 7

 

 

AGRICOLTURA: RILANCIO PER UN RINNOVATO SVILUPPO ECONOMICO

 

La Provincia di Taranto ospita una delle zone (quella occidentale) con maggiori potenzialità dell’intero panorama agricolo nazionale. Essa non ha ancora dato fondo a tutte le proprie possibilità. Il ruolo della “nostra” provincia deve necessariamente prevedere il rilancio di una risorsa da tempo trascurata, ma oggi diventata di estrema attualità ed importanza. Non andranno trascurate nemmeno le potenzialità enogastronomiche della zona orientale (Primitivo, Negroamaro), ricalcando ricette vincenti in altre zone del Paese, attraverso il sostegno alla produzione di qualità e d.o.c., alla produzione di prodotti biologici e cercando di andare ancora oltre, guardando a modelli rivoluzionari di sviluppo, quali quello dell’agricoltura biodinamica.

Ancora una volta la Provincia di Taranto dovrà essere il volano di questa nuova scommessa, spingendosi oltre l’agricoltura vera e propria, attraverso il ripristino di masserie e l’incentivazione all’agriturismo (la provincia Taranto conta il minor numero di agriturismi della regione!). 

Il passo successivo dovrà essere, in sinergia con gli Istituti scolastici, il radicamento della cultura agricola come fonte di lavoro e di sviluppo, proponendo il lavoro nei campi con moderne tecnologie come nuova opportunità di lavoro. Tra le altre, l'idea che in proposito abbiamo, guarda ad un progressivo trasferimento, nel nostro territorio, di strutture formative e di ricerca del settore attualmente allocate fuori di essa.

Analoga attenzione andrà riservata allo sviluppo di prodotti tipici  per ogni zona, salvaguardando la sicurezza e la salubrità, promuovendo e incentivando gli allevamenti di animali, pubblicizzando i prodotti zootecnici attraverso fiere e mercati, contribuendo, inoltre, a sostenere la nascita di nuove cooperative agricole e rendere più solide quelle esistenti, oltre a potenziare le associazioni legate al campo dell’economia agricola.

SCHEDA 8

 

 

LA LOGISTICA E IL PORTO

 

Sono in corso le procedure relative all’approvazione definitiva del Piano Particolareggiato delle aree portuali, passaggio fondamentale per definire le opere da realizzare che saranno solo quelle ricomprese nel piano stesso.

Ai fini dello sviluppo del Porto di Taranto e delle aree retroportuali, la Provincia dovrà per forza di cose uscire da quella sorta di immobilismo che non ha consentito l’avviamento di strutture fondamentali quali il Distripark.

Sarà pertanto compito della Provincia farsi carico di pianificare e realizzare su tutto il territorio di competenza, ed in particolar modo in adiacenza e collegamento con le regioni Basilicata e Calabria, una rete infrastrutturale (stradale e ferroviaria) che agevoli i traffici da e per il porto di Taranto.

Tale agevolazione di traffico consentirebbe ai produttori e/o agli importatori di movimentare grandi quantità di merci tali da giustificare l’utilizzo del mezzo marittimo per il loro trasporto (solo per nave possono essere raggiunti luoghi lontani ed a costo sostenibile) privilegiando per lo scopo le rotte che naturalmente possono approdare nel porto di Taranto e che sono rappresentate da quelle relative al Mediterraneo con particolare riferimento alle linee che si avvalgono del canale di Suez. Occorrerà privilegiare, nei tracciati infrastrutturali a farsi, i diversi snodi stradali che interessano il Salento e la Basilicata: le reti possono anche servire alla penetrazione in territori che, al momento, risultano più vocati al turismo ed interessati da consistenti traffici.

La prossima consiliatura dovrà per forza vedere la realizzazione del Distripark, eventualmente integrato con Agromed. Sarà un complesso di notevole attrazione per gli operatori, con aree attrezzate per sosta e manipolazione delle merci del quale non si può fare a meno per incentivare l’arrivo/partenza da Taranto di nuove linee di traffico che determinino un aumento di volume delle merci trattate ed in transito per Taranto.

Grande attenzione, a tal proposito, dovrà essere riservata a riconsiderare l’impostazione della struttura societaria attualmente delineata, dato che non si potrà prescindere dal contributo dell’imprenditoria di settore, preferibilmente in possesso di una consolidata esperienza  di carattere internazionale. 

SCHEDA 9

 

IL  TURISMO

 

Prima della crisi finanziaria globale, il turismo rappresenta uno dei pochi fenomeni ancora in fase espansiva in tutto il mondo.

La provincia di Taranto ha il dovere di attuare tutto quanto è in suo potere per sviluppare il turismo territoriale, in vista di una vera alternativa all’occupazione di natura industriale. Le potenzialità del nostro territorio sono vastissime.

Si tratta di organizzare una rete di mete turistiche e diffonderne la conoscenza attraverso le più aggiornate ed efficaci tecniche di propaganda turistica oggi disponibili.

Il turismo, come fattore di sviluppo economico, ha la duplice natura della circolazione indotta dalle presenze turistiche vere e proprie e dell’interesse che, nel turista, suscitano i beni che vede e che ritiene di fare oggetto di investimento e diffusione. E questo vale non solo per i beni mobili, ma anche per quelli immobili.

Occorre puntare sul moderno turismo sostenibile e di qualità, legato alla bellezza e naturalità del nostro territorio, ivi compreso quello rurale, con una politica di programmazione e recupero delle strutture esistenti, la realizzazione di più alberghi, la diffusione dell’agriturismo, del B&B e di tutte le altre moderne soluzioni.

Ulteriori elementi di interesse turistico possono derivare, infine, dal recupero del Mar Piccolo e dal risanamento e potenziamento di tutto il litorale salentino.

In ultima istanza, intendiamo far progredire le iniziative della Provincia che vogliamo, in questo settore,  man mano che miglioreranno le condizioni ambientali del territorio, sulla falsariga di un progetto di sviluppo turistico che abbiamo in avanzato stato di elaborazione.

SCHEDA 10

 


SERVIZI SOCIALI, POLITICHE DI TUTELA

 

 

Questione minorile, famiglia, pari opportunità, immigrazione, precarietà del lavoro sono i campi nei quali dovrà svilupparsi la politica di TUTELA SOCIALE della Provincia che vogliamo, mettendo insieme innovazione e attenzione all’equità e alla promozione sociale.

Non ci dovremo far intimidire da leggi e regolamenti, ma ricercarne interpretazioni nuove e più aderenti alle richieste dei nostri concittadini.

 Le Province hanno titolo ad operare nel campo del volontariato, della cooperazione sociale e della cooperazione decentrata per la solidarietà internazionale. E’ per questo che rivolgeremo la massima attenzione al contributo che può provenire dall’associazionismo, in un contesti che valorizzi il rigore e la trasparenza. Punteremo quindi a potenziare gli interventi dell’ente in questa materia, con particolare sensibilità verso i problemi dei lavoratori precari e della casa, orientando l’azione della Provincia al sostegno dei precari nei periodi di inattività e a facilitazioni per quelli che, in fase di lavoro attivo, aspirino a crearsi una famiglia e/o a comprare casa. Per realizzare questi obbiettivi, intendiamo inoltre stimolare la collaborazione con le politiche sociali e abitative dei singoli comuni.

POLITICHE SOCIALI

E’ evidente che l’azione amministrativa sarà fortemente condizionata dagli sviluppi dell’attuale crisi economica, riguardo alla quale si dovranno concentrare gli interventi.

Nel programma del 2004, il centro sinistra si proponeva di individuare le risorse per supportare i cittadini meno abbienti offrendo loro il cosiddetto  REDDITO DI CITTADINANZA. Oggi la crisi impone un ripensamento di quell’obbiettivo che era ed è giusto.

Pensiamo a due direttrici:

§         sostegno del reddito di chi non ha lavoro

§         incentivi per trasformare il lavoro precario in lavoro stabile.

Per sostenere questa scelta, le attuali politiche sociali della nostra Provincia dovranno adeguarsi ai principi di trasparenza ed equità già richiamati e, se occorrerà, andranno riviste, razionalizzate e riprogrammate, detraendo  parte delle  risorse oggi riservate alle iniziative di carattere spettacolare/ricreativo.

 

 

SCHEDA 11

 

                                   POLITICHE GIOVANILI

 

 

Una particolare attenzione, la prossima Amministrazione provinciale, dovrà porre nei confronti dei GIOVANI. Dobbiamo recuperare la perdita enorme della forza giovanile che sarà lo sviluppo della società del domani. Il libro Bianco della Commissione europea parla del 28% dei giovani iscritti ad associazioni sportive, il 7% ad organizzazioni della gioventù e solo il 4% a sindacati e partiti politici. Oggi  la maggior parte dei vivai giovanili sono in mano alla chiesa. Questa Amministrazione provinciale dovrà distinguersi per l’opportunità che saprà dare ai giovani per avvicinarsi alla politica, creando i vivai di aggregazione e formazione politica.

I giovani hanno voglia di partecipare alla vita pubblica ! Bisogna coinvolgerli alla progettazione e alla realizzazione degli obiettivi strategici per il nostro territorio impegnandoli nella vita politico - amministrativa della Provincia.

 Bisognerà istituire un Consiglio dei Giovani che dovrà sviluppare un programma per avvicinare i giovani alla vita politica. Esso sarà rappresentato dai giovani eletti e/o reclutati attraverso un bando pubblico.

E’ indubbio che i giovani hanno bisogno di punti di aggregazione che forniscano loro la possibilità di usufruire gratuitamente di servizi a loro dedicati, che li aiutino nel compito più difficile che l’età gli pone: crescere e inserirsi attivamente nel tessuto sociale. Quindi l’eventuale Assessorato alle Politiche Giovanili creerà un punto di ritrovo ad hoc: il Centro Giovani, costituito da più locali  adibiti a sportello “informa e orienta”, sala corsi e conferenze, internet point,  sala registrazioni, sala sperimentazioni e informatica. Sarà istituito un portale delle politiche giovanili e un centro di lettura sui temi legati alla politica, almeno dal 1900 ad oggi.

Ma l’avvicinamento dei giovani alla politica, sarà uno degli aspetti di un progetto finalizzato ad uno sviluppo armonico della realtà giovanile e attento all’equilibrio tra la giusta esuberanza giovanile e la riappropriazione di valori sociali che si fanno ogni giorno più labili. A questo progetto dedichiamo un apposito allegato (pag. 17).

 

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