POLITICHE GIOVANILI

Pubblicato il da Simon Arturo Paride

ELEZIONI AMMINISTRATIVE COMUNE DI TARANTO 6-7 MAGGIO 2012

               

                                                                  POLITICHE GIOVANILI

                                                          ( a cura di Arturo Paride Simon)

       

Una particolare attenzione, la prossima Amministrazione comunale, dovrà porre nei confronti dei GIOVANI. Dobbiamo recuperare la perdita enorme della forza giovanile che sarà lo sviluppo della società del domani. Il libro Bianco della Commissione europea parla del 28% dei giovani iscritti ad associazioni sportive, il 7% ad organizzazioni della gioventù e solo il 4% a sindacati e partiti politici. Oggi  la maggior parte dei vivai giovanili sono in mano alla chiesa. Questa Amministrazione comunale dovrà distinguersi per l’opportunità che saprà dare ai giovani per avvicinarsi alla politica, creando i vivai di aggregazione e formazione politica.

I giovani hanno voglia di partecipare alla vita pubblica ! Bisogna coinvolgerli alla progettazione e alla realizzazione degli obiettivi strategici per il nostro territorio impegnandoli nella vita politico - amministrativa del Comune.

 Bisognerà istituire un Consiglio dei Giovani che dovrà sviluppare un programma per avvicinare i giovani alla vita politica. Esso sarà rappresentato dai giovani eletti e/o reclutati attraverso un bando pubblico.

E’ indubbio che i giovani hanno bisogno di punti di aggregazione che forniscano loro la possibilità di usufruire gratuitamente di servizi a loro dedicati, che li aiutino nel compito più difficile che l’età gli pone: crescere e inserirsi attivamente nel tessuto sociale. Quindi l’eventuale Assessorato alle Politiche Giovanili creerà un punto di ritrovo ad hoc: il Centro Giovani, costituito da più locali  adibiti a sportello “informa e orienta”, sala corsi e conferenze, internet point,  sala registrazioni, sala sperimentazioni e informatica. Sarà istituito un portale delle politiche giovanili e un centro di lettura sui temi legati alla politica, almeno dal 1900 ad oggi.

Ma l’avvicinamento dei giovani alla politica, sarà uno degli aspetti di un progetto finalizzato ad uno sviluppo armonico della realtà giovanile e attento all’equilibrio tra la giusta esuberanza giovanile e la riappropriazione di valori sociali che si fanno ogni giorno più labili.

 

PROPOSTA ELABORATA:

 

I giovani e il tempo libero

Bisogna creare gli spazi per educare alle relazioni, alla socialità, alla solidarietà, all’arte in generale.

Purtroppo l’economia del nostro territorio è stata legata, almeno da sessanta anni, solo agli investimenti immobiliari e/o speculativi e non ha mai pensato alle generazioni future. C’è sempre stato un problema del “tempo libero” e i giovani si sono persi nel passare le serate senza fare niente se non andare da una pizzeria a un bar, da una paninoteca a una discoteca . Si organizzano le cosiddette “ macchinate “ ed assistiamo al fenomeno delle stragi del sabato sera. Il fenomeno della droga ormai è stato assorbito. Non se ne parla più, non si fanno campagne contro, non si provvede ad ostacolarlo. E invece il fenomeno dilaga sempre di più e con nuove forme.

Oltre il fenomeno droga è nato e si è diffuso quello legato all’abuso di alcool. Il problema è diffuso in Italia  più che negli altri paesi europei e americani e ha investito una fascia d’età compresa fra i 12-13 anni ai 25-26. (Creare un apposito centro di informazione e di monitoraggio gestito da giovani per combattere il fenomeno!).

 

 Il Comune di Taranto deve provare a colmare il fossato che separa la volontà di espressione con le modalità e le strutture offerte dalla nostra società, se non si vuole alimentare il deficit di cittadinanza attiva e incoraggiare la contestazione. I giovani devono partecipare attivamente alla progettazione e alla realizzazione degli obiettivi per migliorare e/o trasformare il nostro territorio, impegnandoli attivamente nella vita politico-amministrativa del nostro Comune.

Il coinvolgimento amministrativo politico dovrà essere improntato su molti temi di vitale importanza:

§  Politiche per il lavoro: nella nostra Città le opportunità ci sono, anche se rispetto ad altre sono poche. Occorre saperle cercare e soprattutto divulgarle. Questo sarà un compito destinato ad un apposito settore comunale giovanile.

§  La casa e i giovani: i giovani di oggi restano di più nella famiglia di origine, a causa della poca   efficienza del diritto allo studio e della difficoltà di entrare nel mondo del lavoro. Bisogna pensare ad un fondo di garanzia per i mutui per l’acquisto della prima casa, oppure prevedere di aumentare gli sgravi fiscali sui contratti di affitto sottoscritti dalle giovani coppie. Nei Paesi Scandinavi, i giovani lasciano la famiglia subito dopo i 19 anni, perché lo Stato li mette in condizione di farlo, garantendo loro un salario minimo garantito, stimolandoli allo studio e all’impegno, agevolando i più meritevoli, potenziando le competenze. Lì esiste la possibilità, in alternativa all’affitto, di poter acquistare parte di appartamenti comunali o di privati.

§  Il welfare state: ovviamente in Italia non possiamo garantire un salario minimo ai giovani, ma dobbiamo pensare ad un reale sostegno per i numerosi giovani senza lavoro. Intanto, sia a livello nazionale che a tutti gli altri livelli territoriali, dovremmo garantire l’ingresso nel mondo del lavoro per meritocrazia e non attraverso le cosiddette “conoscenze” e/o raccomandazioni. Nel programma dell’ultimo governo di centro-sinistra (Governo Prodi) fu ideata “la dote per i giovani”, che consisteva nell’accumulare un fondo per ogni figlio ancora inserito in famiglia. Fondo misto con contributo finanziato in parte dallo Stato e in parte dalle famiglie. Per i casi di famiglie indigenti era previsto il solo fondo statale. La restituzione del fondo statale sarebbe avvenuta, a tasso zero, e in maniera graduale a partire dal compimento del ventitreesimo anno di età. Mi pare potrebbe essere una idea da cui partire!

§  L’ambiente e giovani: si possono sicuramente conciliare sviluppo e ambiente. Finalmente il protocollo di Kioto è stato firmato dalla maggior parte degli Stati. Anche il neo presidente degli Stati Uniti punta sullo sviluppo del lavoro nel campo ambientale, investendo sulle fonti energetiche alternative. I giovani del nostro territorio, oltre ad essere vigilissimi nel far rispettare la recente Legge Regionale, nel proporre metodi per contrastare altre fonti di inquinamento, nell’affiancare associazioni e istituzioni nell’opera di bonifica del territorio dall’inquinamento, dovranno progettare un piano di sviluppo per nuove forme di lavoro.

§  I giovani e la musica: la musica è un elemento costante della vita di un giovane. L’Italia ha dato natali a grandi musicisti riconosciuti in tutto il mondo. Da molti anni la musica, a parte la canzone, come elemento di crescita culturale e occupazionale, non  è stata presa politicamente in considerazione. Bisognerà pensare ad aiutare la nostra Regione a progettare una legge che permetta ai nostri giovani, attraverso vari canali, di studiare musica, approfondire gli studi, creare strutture per praticare la musica, creare opportunità perchè questa diventi una professione, oltre che una espressione meramente artistica. E’ necessario prevedere dei fondi ad hoc per, incentivi, riduzioni di tasse, ecc. per quei giovani che vogliano produrre opere discografiche, organizzare festival di musica emergente, organizzare lo sviluppo del settore musicale. Bisognerà creare spazi idonei per la realizzazioni di concerti, musei degli strumenti, un archivio storico della musica sia occidentale che orientale. Proporre una nuova normativa in seno alla SIAE, e, intanto, prevedere di adottare una convenzione con il Comune, per poter dare la possibilità alla popolazione giovanile meno abbiente di fruire e fare musica.

§  La cultura: parto dal presupposto già inserito nel Programma alla specifica voce: bisogna garantire  a tutti l’accesso alla cultura e incentivarla, a prescindere dal reddito e dal livello di marginalità del luogo in cui si risiede. Anzi bisogna intervenire proprio sulle fasce sociali più deboli con diverse iniziative, di cui i giovani, potrebbero essere i protagonisti.

§  L’Università e la ricerca: è necessario iniziare a stimolare iniziative dello Stato in collaborazione con le imprese per aprire le porte ad una generazione di scienziati che abbiano la possibilità di operare sul proprio territorio. Bisogna istituire un protocollo d’intesa fra Istituzioni pubbliche e le imprese che intendano assumere i ricercatori. L’età media dei ricercatori in Italia è arrivata a 50 anni. Il conservatorismo nella ricerca pubblica è la causa della  mancanza di un ricambio generazionale. Il criterio del merito va valorizzato, vanno promosse tutte le opportunità che prevedono la mobilità internazionale, recependo, tra l’altro, una recente raccomandazione europea che definisce tali obiettivi. Quindi il Consiglio dei Giovani dovrà lavorare affinchè gli scambi internazionali siano intensificati, con il potenziamento dei fondi per il progetto Erasmus, nonché svilupparlo versi gli altri paesi nel mondo, divulgare la Raccomandazione Europea relativa alla Carta dei Diritti del Ricercatore. Dovrà, inoltre, essere promotore per la riduzione degli oneri previdenziali e assistenziali alle piccole imprese che assumono a tempo indeterminato giovani nei settori della ricerca innovativa e dell’applicazione delle tecnologie alla comunicazione.

§  I giovani e l’Europa: Oggi è proprio il Parlamento europeo che si occupa di più dei giovani in ogni ambito, dimostrando una grande capacità di promuovere democrazia, giustizia e solidarietà. Quindi il Consiglio dei Giovani dovrà adottare un canale diretto, attraverso un apposito sito, con il Parlamento europeo e produrre con altri paesi europei scambi di idee e iniziative utili a migliorare lo stato sociale dei giovani. Il Consiglio, al suo interno, dovrà prevedere uno staff, un ufficio, che organizzi viaggi, tenendo conto delle possibilità economiche. L’ufficio si doterà di materiale, anche di tipo informatico e visivo, per poter incentivare la conoscenza delle varie possibilità di viaggiare, specialmente in Italia e in Europa, prevedendo collaborazioni fra vari enti istituzionali (Comuni, Province, Regioni) e/o associazioni turistiche. La conoscenza dei luoghi prima di viaggiare è già un opportunità di elevare la propria cultura; viaggiare, raggiungere e vivere i luoghi conosciuti sulla carta o sui video è  una ulteriore opportunità di crescita culturale, ma anche un ponte di lancio per nuove prospettive di lavoro.  

§  I giovani e lo sport: un’ottima medicina per crescere sani è allenare mente e corpo. La vita dedicata allo sport di un giovane italiano è irrisoria rispetto alla media europea e americana.  Lo sport è poco praticato nelle scuole sia per carenza di strutture che per la mancanza di buoni programmi di educazione fisica. E nelle scuole medie superiori il corso di educazione fisica dura solo due ore, mentre all’università non sono previsti corsi obbligatori di questo tipo. Esistono le squadre dei Centri Universitari Sportivi, ma nessuna è così popolare tra gli studenti come le squadre dei college americani e inglesi. Fare parte dei C.U.S. non dà diritto ad alcun privilegio, per cui assistiamo al fenomeno che il bacino che sforna gli atleti è quello militare (Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito, Marina e Aviazione), perché gli sportivi godono di molte facilitazioni. I giovani che vogliono semplicemente tenersi in forma devono ricorrere a strutture private, con costi improponibili. Il Comune, in sinergia con la Provincia e la Regione, deve creare dei centri sportivi per i giovani e/o prevedere una convenzione con i centri sportivi, istituendo una tessera gratuita per i giovani  meno abbienti ed una che preveda degli sconti per le altre fasce di giovani.

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